MOSS, APPELLO A SNA: «SERVE UNA STRATEGIA, PIANIFICATA, COINVOLGENTE, MA SOPRATTUTTO PREVENTIVA E PER QUESTO TEMPESTIVA»

progetto moss
News
progetto moss
Progetto Moss

Il Movimento di opinione sostenitori del Sindacato nazionale agenti, attraverso una nota, ha fatto il punto della situazione in merito a come è stato gestita la questione legata al “Provvedimento Ivass 97/2020”. 

«La categoria agenziale? Sta scontando un approccio sbagliato e una assenza di strategia da parte del Sindacato nazionale agenti». Il riferimento è al tanto discusso Provvedimento Ivass 97/2020 e l’opinione è quella di Moss, Movimento di opinione sostenitori del Sindacato nazionale agenti, nato alla fine dell’anno scorso su iniziativa di Umberto D’AndreaPisana Liberati e Roberto Salvi.

In una nota inviata a Tuttointermediari.it, il movimento ha, come si suole dire, fatto le pulci al sindacato di via Lanzone, limitandosi a quelli che sono stati definiti «dati oggettivi» e soffermandosi su questi punti: l’attività dell’esecutivo nazionale («Nel corso del 2020 ci risulta che l’esecutivo nazionale si sia riunito 12 volte, 8 con la precedente compagine, 4 con la nuova, eletta nel congresso di settembre 2020. Leggendo i 12 “ordini del giorno” troviamo un punto sul “Documento Ivass in pubblica consultazione” a gennaio 2020, e un altro punto dedicato alla “vendita a distanza” nel luglio 2020. Prima che entrasse in vigore, l’esecutivo nazionale ha dedicato, ai Provvedimenti Ivass, lo stesso spazio della convenzione con GaldieriRent e addirittura meno rispetto al “Progetto Share”»); la pubblica consultazione («Leggiamo, dal report pubblicato da Ivass, che sono pervenute 190 segnalazioni. Sna ne ha presentate 8 di cui 4 accolte, 2 parzialmente accolte e 2 respinte. Sna, su una questione fondamentale per la categoria, ha presentato meno del 5% dei quesiti e/o istanze, con un successo pari a poco più della metà. Parliamo di agosto 2020»); i ricorsi al Tar («Il 21 ottobre 2020 Sna presenta ricorso al Tar chiedendo la sospensiva del solo Provvedimento 97, relativo all’obbligo di comunicazione delle collaborazioni orizzontali tra intermediari. Il Tar non accoglie l’istanza di sospensiva e rinvia la decisone nel merito al giorno 8 giugno 2021. Conseguenza è che comunque le norme il 31 marzo 2021 entrano in vigore. Ad aprile Sna ripropone ricorso a Tar ribadendo la richiesta di sospensiva. Il Tar ritiene inammissibile il ricorso, in quanto non presenta alcuna nuova motivazione rispetto a quello di ottobre 2020, già respinto»); il congresso Sna del 25 settembre 2020 («Quale migliore occasione per affrontare il tema. Invece non un input al dibattito, non un rigo sulla relazione, sulla quale, si è preferito parlare d’altro, tra cui gli immancabili ed ormai triti e ritriti Fonage e Ccnl»); l’attività svolta nel 2021 («Nel corso del 2021 registriamo invece alcune missive/istanze inoltrate dal presidente a Ivass e ad altre istituzioni, qualche attività di lobby verso qualche deputato o senatore, lo sciopero del 27 aprile»).

COSA SI DEVE FARE ORA? – Cosa si pensa di fare ora? «Certo, attendiamo fiduciosi il pronunciamento del Tar dell’8 giugno, e siamo pronti ad aderire e sostenere ulteriori iniziative di Sna», ha fatto sapere il movimento. «Ma bisogna prendere atto che, in vista dei nuovi provvedimenti che arriveranno nel 2023, occorre un cambio di passo. Serve una strategia, pianificata, coinvolgente, ma soprattutto preventiva e per questo tempestiva».

Fabio Sgroi – Tuttointermediari.it